il processo è maldestro
tre piccole cose per esplorare ed esplorarti
Ciao tu,
ce l’hai mai la sensazione che succeda tutto insieme? E come si sopravvive ai periodi in cui tutto sembra sovrapporsi? Non lo so te lo dirò tra un paio di mesi se sopravvivo.
Il calendario s’è colorato tutto e io ho bucato l’ultima uscita, te n’eri accorta?
C’è stato il sole, il vento, la luna e le passeggiate la sera dopo cena che bene che si sta in questa stagione di mezzo che non c’è più. Non sento la sveglia e mi precipito dal letto alle cose da fare tipo wonder woman ma molto molto spettinata e leggo un thriller crime dietro l’altro, un genere che non avevo mai letto prima d’ora che mi distrae e mi addormenta insieme.
Sono stati giorni pieni e pure emozionanti, mi sono infilata nel corpo.
Paul Auster diceva che nessuna parola può venire scritta senza prima essere stata vista, e prima di trovare la strada fino alla pagina dev’essere stata parte del corpo, una presenza fisica con cui si è vissuti proprio come viviamo con il nostro cuore, lo stomaco, il cervello.
Le parole sono fisiche perché prima di scriverle in qualche modo le attraversiamo, se no sarebbero semplicemente segni. È scritto in A voce scalza, e di tanto in tanto lo rileggo per esercitarmi a spostare l’attenzione da fuori a dentro e viceversa perché mi piace accorgermi d’essermi ancorata alle cose che so, mentre l’incertezza dilaga.
Quando abbiamo troppi compiti, il nostro spazio di lavoro mentale si riempie e il cervello che è progettato per rispondere velocemente ai segnali di allarme, fatica a mantenere le priorità chiare. Ogni stimolo sembra urgente. E allora che fare?
Costringersi a fare quell’unica cosa che ci fa sentire in pace, anche quando sta suonando l’allarme, per spostare il focus da tutto a ciò che ci muove.
SCRIVI
Fai la lista degli inciampi che sono diventati inizi
RESPIRA
Metti un libro accanto al letto e ogni sera, prima di dormire, aprilo a caso e leggi qualche pagina. Lascia la tua mente libera di esplorare.
FAI PRATICA
Scegli un compito che stai rimandando. Imposta di lavorarci per 5 minuti. Poi smetti. Fallo per un po’ di giorni.
La creatività è la nostra vera natura; i blocchi sono ostacoli innaturali ad un processo che è insieme tanto normale e tanto miracoloso quanto lo sbocciare di un fiore all’estremità di un esile stelo verde - Julia Cameron
lasciati ispirare dai blocchi,
Simona
L’8 aprile a Parole di cura parliamo di corpo, vieni?

