Dov'è il tempo?
tre piccole cose per esplorare ed esplorarti
Ciao tu,
c’è una poesia dove Wislawa Szymborska scriveva di aver passato una giornata senza stupirsi di niente.
Allora voglio stupirmi di tutto, ma anche smettere di colpevolizzarmi per come sto dentro al tempo.
Lo dice bene Mocini qui che quando si parla di stile di vita manca quasi sempre un pezzo enorme. Si parla dei singoli, delle loro scelte, della loro forza di volontà, ma non delle questioni collettive: le disparità di genere, lo squilibrio tra lavoro e tempo libero, il modo in cui è organizzata la nostra società.
Non è volontà non è disciplina, è anche il modo in cui è costruito il tempo intorno a me, a noi.
Il tempo non è qualcosa da gestire. Da riempire. Da ottimizzare. Non è quello dell’orologio. Non è quello che accelera quando devo fare tutto o che si blocca quando non so da dove iniziare. Non è quello che scivola via quando la mia testa è altrove.
È quell’attimo dove non c’è niente da rincorrere. Dove stare dentro al tempo senza correggerlo, rincorrerlo, evitarlo. Dove non siamo pesci che ignorano l’oceano, rubando i versi di un haiku.
È correre a prendere il tram al volo, impegnarmi ad andare in palestra ogni giorno, scrivere tre pagine al mattino, organizzare il lavoro alternando le cose da fare, brindare per qualcosa che funziona in famiglia, osservare quel che non funziona, ascoltare senza anticipare nella testa le risposte, mettere su un disco, assaggiare un cibo nuovo, chiudere gli occhi per un istante per respirarmi dentro, fare una foto alla luna ma prima girarle attorno, prendersi certe responsabilità dire addio ad altre, sentire il sale del mare sulla pelle, gli sguardi dei vicini dalle finestre aperte, i profumi uscire dalle porte, la macchiolina sul muro cambiare forma da come la guardo.
È come liberarsi del tempo perché ti ci sei infilata dentro. Le cose continuano a succedere, a intrecciarsi, a depositarsi, solo che i gesti creano quel tempo, il mio tempo. È l’attenzione che porto mentre lo vivo, senza giudizio, a renderlo stupore.
A farmi venire voglia di condividerlo, a sentirlo prezioso per me e gli altri ed evitare di sprecarlo, sciuparlo, ripeterlo.
A dedicarmelo quasi fino ad annoiarmi, senza paura.
A inventarlo se serve.
A scambiarlo come le figurine quando gli altri non ne hanno.
A sorriderne anche quando non mi piacerà come l’ho usato.
A fidarmi, sbloccarmi, meritarmi del tempo da passare insieme, a disegnarne di nuovo e di più per tutti.
Sta come un pesce
che ignora l’oceano
l’uomo nel tempo.Kobayashi Issa
SCRIVI
Prendi un foglio e scrivi tre liste:
Quando il tempo accelera
Quando il tempo si blocca
Quando il tempo si ferma
RESPIRA
Il tempo di una conversazione: nessun argomento è troppo futile: libri, yogurt artigianale, il tuo ombelico o quanto ti piace fissartelo.
FAI PRATICA
Scrivere è come il tempo, un gesto che prende forma.
E tu che fai del tuo tempo?
Simona

